Diario di pensionato 1

Perchè ? Boh, un po’ per me. Molto per me. Per tenere traccia del tempo che scorre, delle cose fatte e da fare, di quelle che dimenticherei, delle cose che si accavallano, i libri accumulati sul comodino. Forse per altri, se vogliono curiosare. Ieri ho iniziato a ridipingere una porta in bagno. Inizio sempre a fare queste queste cose con manie perfezionistiche, fare le cose con calma e bene. In genere non è da me, forse è una fortuna. Comunque ho scocciato tutta la parete intorno per poi accorgermi che da un lato lo stipite ha un centimetro di distanza dal muro. Il legno che si è deformato. Riempito di stucco, oggi carteggio e dipingo, ora c’è Grazia che pulisce sotto, sembrava dispiaciuta che avrei risporcato subito dopo. Perfezionista anche lei. ...

10 gennaio 2020 · 6 minuti · Vincenzo Piombo

Retired

Ieri Vito mi ha mandato questo messaggio. Questo post è la risposta. Passo importante, la pensione: merita scrivere qualcosa: una specie di lapide su questo lunghissimo periodo della mia vita che si è chiuso. Altrettanto importante dell’apertura di quella parentesi: ricordo ancora, in mezzo ad altre sensazioni, come l’euforia di aver finalmente un lavoro, di aver in qualche modo trovato un mio posto nel mondo, e le ambizioni, e le aspettative, il senso di panico per il tempo che veniva incanalato in una dimensione nuova, preoccupante. Il non poter più disporre delle mie giornate come facevo prima: una ricchezza che davo per scontata e, improvvisamente, non c’era più. Non poter più vedere gli amici quando volevo, non poter più decidere giorno per giorno, ora per ora, cosa fare. ...

7 gennaio 2020 · 9 minuti · Vincenzo Piombo

Fede

K. Gibran La fede è il senso del cuore, come la vista è il senso dell’occhio. Forse sono un po’ infastidito proprio dalla parola Fede. La frase citata sopra, di K. Gibran, me la fa un po’ rivalutare. Il senso del cuore. Proprio bello. Ma credo che non venga intesa così dalle persone che si professano religiose. Credo che per loro non sia un senso del cuore, ma un parto del cervello. La fede, come è comunemente intesa è una decisione razionale. Provo ad indagare tra i miei ricordi, visto che ci sono passato. Direi che era uno scommettere su una cosa o un’altra. Pascal. Sarà vero quello che mi stanno raccontando o no ? E su che elementi baso questa decisione ? Persone che stimo ci credono. Migliaia di anni di storia, milioni di persone nel corso dei secoli. Elaborazioni infinite. Autorità, gerarchie, regni. D’altra parte milioni non ci hanno creduto. Eroi e martiri su entrambe le barricate. Santi ed eretici. ...

11 novembre 2019 · 10 minuti · Vincenzo Piombo

Il Vangelo di Marco

Non intendo cantare la gloria né invocare la grazia o il perdono, di chi penso non fu altri che un uomo, come Dio passato alla Storia. Ma inumano è pur sempre l’amore di chi rantola senza rancore, perdonando con l’ultima voce chi lo uccise tra le braccia di una croce. (Si chiamava Gesù - Fabrizio De Andrè) Photo by Ben White on Unsplash ...

3 novembre 2019 · 11 minuti · Vincenzo Piombo

Franza o Spagna

Davvero ci si aspetta che una puntata di Report possa far perdere voti alla Lega ?

1 novembre 2019 · 7 minuti · Vincenzo Piombo

Leopolda - ritorno

Alla fine questo Auto Park Hotel non era neanche male. A parte la doccia che non si chiude bene e allaga il bagno. Mi sono alzato presto. Ho fatto un minimo di editing e pubblicato gli appunti di ieri. Bello lavorare su queste scrivaniole delle camere d’albergo. A colazione c’erano anche le uova strapazzate, niente bacon, quello è raro trovarlo. C’erano degli invitanti croissant, ma con la dieta chetogenica non ci stanno proprio: mi è costato non toccarli. Una comitiva di ragazze orientali rumoreggiava per le scale. Sorridono sempre. ...

23 ottobre 2019 · 2 minuti · Vincenzo Piombo

Leopolda 10 - Il sabato

Migliaia di persone in coda. Sento dire da qualcuno, un po’ illuso, qui di fianco, sta parlando con qualcuno al telefono: “se per caso ci fanno entrare … “. La maggior parte sa benissimo che non entrerà. Eppure restano qui. Forse perché sperano in qualche forma di miracolo, forse perché ormai sono qui, molti arrivati dai posti più disparati d’Italia, e non sanno bene che altro fare. Ma molti, credo, rimangono qui per esserci. Perché è proprio questa coda l’evento. Un modo di dire “c’ero anch’io”, una dose addizionale di voto. Qualcuno si lamenta dell’organizzazione. “ma allora questa pre-registrazione a cosa serviva?” Già. Secondo me Renzi ha puntato proprio su questo: voleva queste persone qui in coda, voleva sfruttare l’impatto mediatico di tutta questa gente assurdamente in attesa di entrare in un posto che non lo può contenere per un banale fatto di incomprimibilità fisica. Leader spregiudicato che usa i suoi eserciti come carne da canone per una giusta causa. A proposito: è appena passato uno col microfono e il cameraman che lo riprende e dice ai suoi telespettatori “Ecco, vedete, la Leopolda inizia da qui”. Matteo ha ottenuto il suo scoop. Le Troup sono diverse. Ho girato l’angolo e ora si vedono, intervistano la gente in coda. La gente continua a sbarcare dai mezzi e guarda stupita la coda. Qualcuno fa il furbetto e prova a inserirsi a metà, nessuno se ne preoccupa, la maggior parte si incammina diligentemente verso l’angolo, ancora non immagina cosa c’è dietro. Sono arrivato al cancello del parco, ovviamente di entrare davvero nella vecchia stazione neanche a parlarne. Incredibilmente il Pass “Vincenzo” di ieri è servito a evitare un prezzo di coda. Molti entrano e se ne vanno via appena si rendono conto di essere stati dirottati in un cortile col maxi schermo (neanche tanto maxi, per dirla tutta). Non so quanto posso resistere qui in piedi: anche il gradino di ieri è già occupato. Almeno, per il momento, non piove. Hanno messo dei gabinetti chimici, forse dopotutto non era di cane la puzza di piscio che sentivo ieri. ...

20 ottobre 2019 · 7 minuti · Vincenzo Piombo

Verso la Leopolda

Chivasso Torino A Torino ci siamo arrivati, il treno da Chivasso era pieno come un uovo, quello delle 9:43 era in ritardo e quello successivo accumulava i passeggeri di due treni. Quasi due ore di attesa per il prossimo, ma se hai tempo è comunque bello girare in treno, le stazioni hanno sempre un loro fascino. Da Feltrinelli stavo per comprare un libro sulla dieta Keto, sembrava bello. Ľho sfogliato un po’, ma arrivato alle bacche di Akai ľho posato. Mi aveva già insospettito, devo dire, la salsa di fagioli. Difficile tradurre le culture, ancora oggi: non siamo ancora globalizzati come sembra. Ripensandoci, le stazioni hanno un certo fascino, ma sono anche parecchio scomode, se devi passarci due ore, almeno quella di Torino Porta Nuova. Le uniche panchine, poche, sempre affollate, fredde, sono su un lato della stazione, lontane dai tabelloni con gli orari. C’è una lounge per i Freccia Rossa, ma devi avere le loro carte pregiate. Io viaggio con un Italo, per cui niente. Se sei un fumatore, poi, non puoi stare neanche sulle panchine, benché siano praticamente all’aperto: mi sembra un inutile infierire sulle scelte individuali. E siamo partiti per Milano, treno mezzo vuoto, ma magari si riempie più avanti. Va a Venezia. Due file più avanti c’è una famigliola attempata che mangia roba da delle buste McDonald’s. Non parlano italiano, una lingua latina direi, lineamenti da colombiani. Arriva l’odore del junk food e mette fame, in effetti è ora di pranzo. ...

19 ottobre 2019 · 8 minuti · Vincenzo Piombo

Chi sono ?

Photo by JR Korpa on Unsplash Alla fine aveva ragione lui. Il semaforo. La telecamera del semaforo in effetti. Anzi le due telecamere, ho poi scoperto: una ad infrarossi che legge la targa e una a colori che riprende la scena per le eventuali/inevitabili contestazioni. Il signore alla Polizia Municipale è stato molto gentile, mi ha fatto entrare in ufficio e guardare le foto. Aveva l’aria molto comprensiva. Sicuramente abituato a quelli che arrivano dicendo “Figurati se io sono passato col rosso. C’è sicuramente stato un errore”. Aveva quell’aria muro di gomma di chi lavora agli uffici reclami. ...

12 ottobre 2019 · 3 minuti · Vincenzo Piombo

Muscoli, Cervello e Cuore

I muscoli Votare credo sia una versione raffinata della guerra. Photo by Valentin Salja on Unsplash Anzichè scannarci di brutto ci contiamo, decidiamo che, più o meno, i più numerosi avrebbero vinto, ed evitiamo spargimenti di sangue ed energia fingendo che la guerra l’abbiano vinta gli uni o gli altri. Una bella conquista, dopo tutto. Personalmente avrei preferito la soluzione Orazi e Curiazi. Spargimento di sangue vero, ma minimo. Qualità contro quantità. E poi lo spettacolo! Vuoi mettere col calcio? Ma tant’è, oggi il sangue ci fa orrore. I talk-show penso siano ispirati da quest’altra modalità. Purtroppo, in genere, si fermano alle invettive. ...

10 ottobre 2019 · 6 minuti · Vincenzo Piombo